Tumori, come battere il dolore senza usare medicine

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Tumori, come battere il dolore senza usare medicine

I centri all’avanguardia utilizzano sempre più l’agopuntura e l’ozono terapia.

Il 2050 è stato indicato come l’anno in cui l’antibiotico resistenza sarà la prima causa di morte. Significa che i batteri saranno più forti delle cure che abbiamo a disposizione. Mentre le case farmaceutiche sono al lavoro per studiare antimicrobici intelligenti in grado di ripararci dalle infezioni più pericolose ed evolute, una delle sfide fondamentali dei prossimi trent’anni è quella di ridurre il più possibile l’utilizzo degli antibiotici e dei farmaci in generale. Tra le «vie parallele» più interessanti ci sono l’agopuntura e l’ozono terapia, sempre più considerate all’interno dei reparti ospedalieri e in grado, in qualche caso, di fare realmente da supplenti ai medicinali.

L’AGOPUNTURA ONCOLOGICA
Un nuovo studio clinico dell’Istituto europeo di oncologia fondato da Umberto Veronesi ha dimostrato come l’agopuntura sia utile per attutire il dolore delle pazienti operate al seno. Tanto che a volte grazie alla tecnica di medicina alternativa si esclude l’utilizzo dei farmaci e si riescono anche a risolvere i problemi di ansia e gli altri effetti collaterali della fase post operatoria.
«Il nostro obbiettivo – spiega Mattia Intra, direttore del Day surgery senologia dello Ieo di Milano – è di ridurre, dove possibile, l’impatto dell’intervento oncologico al seno sulla vita delle pazienti. Quasi tutte le pazienti operate vengono sottoposte a una terapie del dolore standard ma il 30% di loro richiede una dose aggiuntiva di antidolorifici nelle ore successive alla prima somministrazione. Per ridurre il più possibile le dosi di farmaci abbiamo pensato all’agopuntura, strumento già utilizzato quotidianamente da molti cancer center americani, ad esempio lo statunitense Memorial Sloan Kettering, ed europei come l’istituto francese Gustave Roussey, per contrastare il dolore causato dalle terapie oncologiche».
«L’impiego dell’agopuntura contro il dolore è noto ma non abbastanza diffuso in Italia, tanto meno in oncologia – fa notare Agnese Cecconi, specialista in radioterapia oncologica e agopuntura allo Ieo – Lo svantaggio è tutto a carico dei pazienti che solo in minima parte usufruiscono di questa antica metodica. Eppure l’evidenza scientifica sull’efficacia dell’agopuntura non manca. Recentemente il Journal of clinical oncology ha pubblicato le linee guida approvate dall’American society of clinical oncology per l’utilizzo delle terapie integrate per la gestione dei sintomi e gli effetti collaterali della chemioterapia nella pazienti con tumore al seno. Su queste basi lo Ieo ha scelto di offrire l’opportunità dell’agopuntura alle sue pazienti e sviluppare la ricerca su questa disciplina, promettente per una miglior qualità di vita del malato.
I medici che praticano l’agopuntura hanno rilevato nei loro pazienti benefici non solo oncologici. La tecnica degli aghi importata dalla tradizione cinese è utile anche per alleviare i disagi dovuti alla menopausa, i problemi di insonnia e i dolori causati dalle infiammazioni. E anche in questi casi rappresenta un’alternativa a pastiglie e farmaci vari.

OZONO ANTI FARMACI
Una possibile alternativa agli antibiotici arriva anche dall’ossigeno ozono terapia. «L’ozono è un potente antibatterico, un antivirale e un antimicotico. Può rappresentare il futuro della lotta alle infezioni» spiega Marianno Franzini, presidente della Società internazionale di ossigeno ozono terapia, pronta a partire con due sperimentazioni in due ospedali italiani, uno a Roma uno a Milano, per valutare l’azione della terapia nella prevenzione delle infezioni post operatorie. In una prima fase sarà somministrata insieme all’antibiotico «e valuteremo se è in grado di potenziare l’azione del farmaco, come pensiamo».
Oggi l’ossigeno-ozono terapia, diffusa come prestazione privata, viene già utilizzata in qualche ospedale. «In un paio di casi come complemento nelle fasi pre e post operatorie – precisa l’esperto – ma più frequentemente contro il dolore da ernie discali o protusioni. Per questa indicazione le somministrazioni sono locali e i benefici sono eccellenti sia nel controllo del dolore che nella diminuzione del volume delle ernie». La terapia alternativa ai farmaci ha un’azione positiva sul microcircolo e agisce contro le infezioni. Ha quindi molte indicazioni. «Negli anni – aggiunge Franzini – abbiamo selezionato 42 patologie che rispondono a questa terapia» che quindi potrebbe entrare a pieno titolo tra le soluzioni per contrastare l’antibiotico resistenza e per ridurre quantità (e costi) delle cure a base di farmaci.

Maria Sorbi

Il Giornale, 01 maggio 2019

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