La personalizzazione delle cure tumorali (Sara Lonardi)

IN DIRETTA DAL CONGRESSO ESMO 2019

PIÙ FORTI DEL CANCRO

La personalizzazione delle cure tumorali

Sara Lonardi


Responsabile SSD Sperimentazioni Cliniche di Fase Precoce
Responsabile Neoplasie Gastroenteriche – SC Oncologia Medica 1
Dipartimento di Oncologia
Istituto Oncologico Veneto – IRCCS – Padova

Più forti del cancro si può, a tutti noi è capitato.
Ad esempio, quando le terapie messe in atto ogni giorno regalano risultati superiori a quelli attesi… quando proviamo a “dare qualcosa in più” anche attraverso la ricerca clinica, e si conquista una nuova opzione di cura per i nostri pazienti… quando la strada per la guarigione è particolarmente complicata, eppure la si raggiunge grazie all’integrazione di tante strategie terapeutiche. Ecco, in questi casi si riesce davvero a sentirsi più forti della malattia.

Ci si sente però più forti del cancro anche nei casi opposti: quando purtroppo la malattia va male, ma il rapporto creato tra il medico, il paziente e la sua famiglia, ha consentito una vittoria umana che va al di là del risultato medico. I riconoscimenti dei familiari dei malati alle équipe mediche sono carburante per le nostre attività: non ha vinto la malattia, ma il rapporto umano, il lottare insieme, l’attività quotidiana, l’impegno trasfuso. Nella nostra attività credo resti fondamentale la possibilità di lavorare in un gruppo di colleghi con cui poter condividere le proprie visioni professionali e soprattutto le scelte da intraprendere quando si scende in campo. È un lavoro, il nostro, che non puoi portare avanti ogni giorno da solo; condividere le scelte, studiare e approfondire, suddividere il peso, anche emotivo, dell’attività quotidiana, hanno un valore importantissimo. Il nostro lavoro non si ferma mai, per questo i risultati raggiunti sono sempre più importanti.

Negli ultimi anni a prendersi la scena è stata di certo la personalizzazione delle cure per i singoli pazienti. Una personalizzazione che può avvenire in diversi modi: non solo dal punto di vista biologico-molecolare, andando a cercare le specifiche caratteristiche delle malattie nei singoli soggetti per combattere il tumore in modo mirato, ma anche attraverso l’individualizzazione dei bisogni clinici e personali di ogni paziente, delle sue aspettative ed obiettivi, per dare una risposta di cura “globale”, una presa in carico totale dei pazienti durante i trattamenti antitumorali. Questo oggi è possibile, grazie alla multidisciplinarietà e al miglior utilizzo delle cure simultanee, con la gestione dei sintomi, l’attenzione all’aspetto nutrizionale e a quello psicologico, il controllo del dolore e, non ultima, la presa in carico delle famiglie che come noi combattono.

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